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Il Crocifisso di frate Umile.
Posto su un rilievo collinare del quale segue le linee sinuose, Monterosso Almo è iI Comune più settentrionale della provincia ragusana. L’economia prettamente agricola ne fa un centro assai rinomato per alcuni prodotti, fra i quali le ciliegie e latticini, particolarmente Ia ricotta, alla quale è annualmente dedicata una sagra.
II territorio di Monterosso Almo fu abitato sin dai tempi preistorici: lo testimoniano i resti di monte Casasia e soprattutto il grande ipogeo di Calaforno, che pare risalga all’età del rame. II nome Monte Almo era gia dato all’abitato in età normanna; successivamente, ebbe anche l’appellativo Rosso, dal nome del conte Enrico Rosso di Aidone, e fece parte della contea di Modica. Distrutta dal terremoto del 1693, la cittadina venne presto riedificata.
Fra i monumenti principali, sono Ia chiesa Madre, monumento nazionale in stile neo-gotico, che al suo interno custodisce un magnifico Crocifisso in legno, opera di frate Umile da Petralia, e una croce processionale in argento del Quattrocento. Altro monumento nazionale è la chiesa di S. Antonio Abate, nella quale si conservano alcune opere pittoriche di notevole valore, come il Martirio di San Lorenzo, Ia Madonna del Carmelo e due acquasantiere quattrocentesche. Opera comunemente attribuita a Vincenzo Sinatra è Ia chiesa di San Giovanni Battista, patrono della cittadina. Dell’architettura civile, vanno segnalati i palazzi Cocuzza e Zacco. Nei dintorni della cittadina meritano una visita le cosiddette “grotte dei Santi’, dove si possono ancora ammirare delle pitture medievali con immagini di santi e con una suggestiva Crocifissione, purtroppo assai danneggiata dal tempo e dagli uomini. Altra escursione va fatta nella valle del fiume Amerillo, meglio conosciuta come Valle dei Mulini, per la presenza in antico di vari mulini a grano.

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