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La città di Manfredi immersa nel verde
Chiaramonte Gulfi sorge in una posizione panoramica, dalle quale Io sguardo si proietta verso Ia valle dell’Ippari. Nei pressi della città odierna nacque l’antica Akrillai, che successivamente venne distrutta dagli Arabi. Gli abitanti sopravvissuti si rifugiarono presso le falde del monte Arcibessi, dove fondarono un nuovo centro, chiamata Gulfi, distrutto dai francesi nel 1299, nel quadro degli avvenimenti seguiti in Sicilia alla rivoluzione del Vespro. Alla cacciata degli Angioini, prese la guida della città Manfredi Chiaramonte, che le diede il suo nome, al quale nel 1881 fu aggiunta quella di Gulfi, l’appellativo dell’antico centro, presso il quale si trova il famoso santuario dedicato alla Madonna omonima.
Nella zona di Santa Margherita, non lontano dal santuario, vi sono alcune grotte, nelle quali si conservano resti di affreschi medievali raffiguranti la crocifissione di Cristo e forse anche di Santa Margherita, al cui culto è legata un'antica leggenda popolare relativa alla liberazione del territorio di Gulfi dalla presenza minacciosa di un serpente.
Nel centro abitato di Chiaramonte Gulfi sorgono la chiesa Madre, dedicata a Santa Maria La Nova, la chiesa di San Filippo e quella del Salvatore. Un magnifico scorcio urbanistico e artistico è quello offerto dalla chiesa di San Giovanni, vista dalla porta d'ingresso alla cittadella dei Chiaramonte. Questa porta in stile gotico, porta scolpito un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione.
Altre chiese del centro storico sono dedicate alla Madonna del Gesù cui è annesso il convento francescano, a Santa Teresa e a San Giuseppe. Fuori paese si trova Ia chiesa di San Vito. L’abitato di Chiaramonte Gulfi è immerso nel verde, costituito fondamentalmente da ortaggi, mandorli e soprattutto ulivi, fonte principale dell’economia agricola della cittadina, celebre anche per la sua rinomata gastronomia legata alla preparazione del maiale.

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